Di paesaggi spagnoli e Turròn de Don Paco

Ogni tanto mi fermo anche io, e fra me e me penso che il mio girovagare il mondo come consulente di gelateria (per quanto stressante a volte) mi permetta di visitare luoghi magici e conoscere persone davvero interessanti. La Spagna mi ha da sempre suscitato curiosità per abitudini e cultura… era da qualche anno che non calpestavo questa terra e a Marzo ho accettato con gioia questa nuova missione in Costa Blanca, sulla costa orientale spagnola. Sono atterrato a Valencia dopo un viaggio tranquillo in compagnia di una scolaresca tutta femminile che in fase di decollo ha dato il meglio di se in schiamazzi e urli ansiolitici.
Da lì in auto ho costeggiato la costa partendo da “Puerto de Gandia” visitando diverse “heladerias” che si apprestavano ad aprire per l’imminente stagione estiva, che lì comincia molto prima. Il profumo di vernici e impregnante faceva da padrone sotto ai bellissimi gazebo estivi e sotto alle palme in cui ora tantissimi turisti staranno degustando i nuovi gusti che abbiamo creato.

La Spagna orientale è costituita da paesaggi collinari immersi in distese di campi di aranci e mandarini a cui si alternano viste mozzafiato su spiagge bellissime fino ad arrivare al porto di Alicante, dove è attraccato un veliero antico ristrutturato e adibito a bar e un bellissimo ristorante.

Dal porto di Alicante invece lungo strade rocciose di montagna dominano la scena intere distese di mandorli coltivati a terrazza. E’ la tipica “mandorla marcona” unica nel suo genere grazie al cuore piccolo rotondo e relativamente dolce. Da questa mandorla nei vari laboratori artigianali viene prodotto il famoso Turròn de Alicante, ricco di miele e di mandorle rese speciali dalla particolare tostatura.

Per tutta questa settimana sono stato accompagnato da Don Paco -una delle persone più stravaganti che abbia mai conosciuto- che mi ha fatto scoprire il meglio della sua terra e accompagnato al Museo del Turròn, in una delle pause tra un corso e l’altro. Ho raccontato a più di 40 gelatieri locali che cos’è il gelato italiano, che cosa rappresenta nella nostra cultura, il mio modo di produrlo… insieme abbiamo creato ricette naturali a partire da ingredienti locali. Non potevo non farlo assaggiare anche a voi, e mi sono portato in valigia tutto il necessario per preparare questo weekend il gelato che abbiamo chiamato “Turròn de Don Paco”.

Gli assi nella manica della Caffelatteria… manca sempre meno!

Abbiamo cominciato svelandovi alcuni segreti di quello che sarà la Caffelatteria partendo dall’elemento principale: il caffè. Vi abbiamo fatto conoscere e portati per mano nell’azienda che ce lo fornirà, perché per voi da sempre non abbiamo segreti. Oggi vi parliamo delle novità che vogliamo portarvi in città, e di quella che sarà la vera svolta (e in un certo senso per me che sono stato per tanto tempo un barman un ritorno al passato): l’ora dell’aperitivo. Anche la Caffelatteria si farà promotrice di tutti i valori che fino ad oggi abbiamo sostenuto: la frutta e la verdura utilizzata sarà infatti tutta biologica e come per la Gelatteria, anche il bar aderirà al progetto Campagna Amica.  Vi state chiedendo come? Tutti i drink da aperitivo e after dinner verrano creati trasformando ingredienti locali e spezie, per creare un prodotto davvero di qualità. I vini saranno locali, così come i liquori e le tisane. Tutto sarà innovazione e in divenire nel mondo dei cocktail, sempre nel rispetto dell’ambiente e della nostra filosofia etica.
Anche per quello che riguarda la proposta gastronomica legata all’aperitivo abbiamo delle novità: non le solite pizzette surgelate e le patatine, ma ad ad allietare l’happy hour ci saranno taglieri con affettati a km0, prodotti praticamente in casa. I salami e i prosciutti di tutti i tipi come i formaggi provengono infatti da maiali allevati a Gambettola. I formaggi sono quelli della Centrale del Latte e dei nostri contadini di Coldiretti.
Nella caffetteria, nella piccola pasticceria e nel miscelato i prodotti di Campagna Amica saranno i protagonisti.
Come in ogni progetto ambizioso e unico a suo modo, abbiamo scelto due persone che fra le tante che abbiamo visto, ci sono sembrate quelle a noi più affini, e con un trascorso Lei nel mondo della Caffetteria e Lui nel mondo del bartending, davvero interessante.

Sono quindi qui a presentarvi le due facce fondamentali della Caffelatteria: Ramona Flonta (che renderà più dolce la vostra mattina con i suoi deliziosi cappuccini e il suo bellissimo sorriso) e Enzo Picciolo, cavallo pazzo/estroso bartender in giro per il mondo da troppo tempo e che abbiamo deciso di “adottare”… sarà Enzo a sorprenderci per l’ora dell’aperitivo!

Siamo coscienti di essere una banda di matti visionari, ma è una piccola rivoluzione quella che vogliamo proporvi e la sfida che vogliamo lanciarvi.

Alcune anticipazioni sulla Caffelatteria…

Vi abbiamo svelato pochi giorni fa la nostra sorpresa di primavera e sì, avete capito bene.  Prestissimo (verosimilmente l’8 Aprile) ci facciamo un regalo… festeggeremo i due anni della Gelatteria in Via Savio e inaugureremo la Caffelatteria, proprio lì vicino. Un bar/locale che sarà con voi dalla prima colazione all’ora di pranzo, passando per l’aperitivo serale.

caffelatteria

Le sorprese saranno tantissime ma ve le diremo un po’ per volta, oggi è il momento di parlare di un elemento fondamentale della Caffetteria, talmente importante che occupa addirittura la metà del nome.  Il caffè sarà un elemento importantissimo del nostro nuovo progetto… potevamo accontentarci e scegliere una miscela già conosciuta ma volevamo andare oltre, farvi scoprire qualcosa di nuovo.

Durante uno dei miei viaggi in Germania in cui ero stato invitato a un corso sul gelato, ho conosciuto Denis che era stato invitato per spiegare come si fa un buon caffè. Mi sono letteralmente innamorato della sua professionalità e esperienza in materia, e non da ultimo, della filosofia e della mission dell’azienda che era venuto a rappresentare. Mi ero ripromesso che, se mai avessi dovuto aprire un bar mi sarei rivolto a loro, e dopo una visita a Treviso a Gennaio per scoprire tutto il mondo Goppion ci siamo confrontati, e abbiamo capito che non avremmo potuto fare scelta migliore.

Ogni prodotto della natura ha i suoi ritmi e così anche il caffè: una materia prima che con la tostatura subisce una trasformazione e, da piccolo duro chicco verdognolo, diventa un chicco grosso, marrone, profumatissimo. Parlare di tostatura, di torrefazione e di trasformazione del prodotto, vuol dire quindi raccontare un gruppo di persone che insieme collabora per mettere a punto miscele riuscite e prestigiose. Un lavoro complesso che richiede capacità tecniche e continua ricerca. E’ seguendo questa linea guida che Goppion ha creato la propria cultura del caffè.

Da anni Goppion sceglie il caffè nelle stesse piantagioni, lo assaggia e lo accosta ad altri caffè di diverse provenienze, con altri sapori e altri profumi, concretizzando miscele di carattere. Il caffè che abbiamo scelto per il primo caffè della giornata e simbolicamente per darvi il nostro buongiorno migliore si chiama Gran Miscela.

I caffè che compongono questa miscela, che per il 90% è Arabica, vengono dall’Etiopia, Brasile, Guatemala e Honduras, mentre il rimanente 10%, del tipo Robusta, proviene da Flores. Il suo nome evoca la contaminazione con i fiori bellissimi che crescono in quelle terre. Il risultato finale è un gusto intenso, vellutato mentre il corpo risulta pieno. La lieve acidità è equilibrata e regala alla tazza un bilanciamento perfetto.

Lascia posto ad un retrogusto gradevole con sentori di cacao e di frutta amara la cui permanenza si prolunga con note di cioccolato al latte e con la fragranza del pane tostato.

Questa è la prima anticipazione che vi diamo… arriva un caffè nuovo in città, che nessuno ancora conosce… avete voglia di nuove scoperte?

Il Piccolo Forno Marziali e il gelato al gusto Bustreng

Nelle premesse di questo blog c’era anche e soprattutto quella di raccontare storie di tutti i giorni, scoperte e persone che si incontrano sul proprio percorso professionale e che, come spesso succede nella vita,  non riesci a tenere per te.

In gelateria cerco di proporre sempre gusti nuovi tutti i weekend, prendendo ispirazione dai miei viaggi, da qualche suggestione che mi viene in mente durante la giornata o -perchè no?- anche da quelle pause morte in autogrill in cui mi perdo con il pensiero nel vuoto. Sì, è successo anche questo. Avevo già proposto il gusto al Bustreng qualche tempo fa durante un corso alla Gelato Master School, ma quando poi un’amica mi ha fatto assaggiare il Bustreng del Piccolo Forno Marziali, ho capito che mi stavo perdendo qualche cosa.

Ma partiamo dal principio: il Piccolo Forno di Daniele Marziali si trova a Saludecio, in provincia di Rimini, e il paesaggio che si percorre per raggiungerlo varrebbe da solo il viaggio.
Ma le sorprese non sono finite, e ad accogliervi (quando si sveglia bene, quando si sveglia male meglio rimandare l’esperienza 🙂 ) è Daniele Marziali.

 

Daniele si definisce da sempre un fornaio anarchico e sovversivo, e questo suo carattere esplosivo e 100% romagnolo l’ha portato ad essere esponente di spicco del gruppo i “Sovversivi del gusto“, il gruppo di resistenza eno-gastronomica.

 

 

Figlio d’arte (il Forno Marziali è stato in primis aperto dal babbo) Daniele ha appreso dal padre l’arte del fare e amare il pane, dal nonno quella del potare le viti e ad amare la terra. Da anni, ha smesso di fare il pane e produce esclusivamente dolci della tradizione romagnola, dal Bustreng alla ciambella, attraversando le sfumature di tantissime tipologie di biscotti dai  fino ad arrivare alla Crema Enorotica -suo cavallo di battaglia- con nocciole tritate fine, zucchero, cacao, cioccolato e burro di cacao, il tutto cotto nel sangiovese superiore.

 

 

C’è una sapienza e un amore nei prodotti di Daniele che ricorda molto quella che le nonne mettevano nel preparare le cose. Daniele è un poeta innamorato del suo lavoro, un artigiano del gusto.
Oltre il 90% dei suoi prodotti sono lavorati a mano, i biscotti tagliati uno per uno, la ciambella romagnola impastata a mano con solo la forza delle braccia.
Questa settimana in Gelatteria abbiamo creato il gelato con il suo Bustreng, e siamo davvero orgogliosi.. se questa storia vi ha incuriosito vi invitiamo ad andarlo a conoscere, a cercarlo con la coda dell’occhio nelle numerose fiere a cui partecipa, o semplicemente a seguirlo su Facebook.
E se poi vi spunta un sorriso sul volto, o se non vedrete l’ora di rileggere le sue storie, beh… questo blog non vede l’ora di raccontarvi altre storie come questa!