Colori, sapori ed emozioni dalle Langhe

Dopo aver visitato la bellezza del sud Italia sono riuscito a mantenere quest’autunno la promessa che mi feci durante questa calda estate: visitare la terra delle eccellenze Italiane : Le Langhe Piemontesi.  Una terra incredibile ricca di storia, di prodotti invidiati in tutto il mondo come il vino Barolo, il tartufo bianco pregiato d’Alba e non per ultima la regina delle nocciole, la Tonda Gentile trilobata delle Langhe. 

Inutile dirsi che non ho perso l’occasione per degustare queste prelibatezze e conoscere storie vere dietro a uomini che ogni giorno questa terra la vivono, passando da una serata al focolaio della signora Anna ai noccioleti di Alberto finendo al museo del vino e alla cantina di un nobile farmacista dell’800. 

Anna offre agli ospiti del suo salotto il suo buon caffè della moka mentre dispensa consigli su vecchie cartine geografiche, località da visitare e strade da percorrere. E’ stata Anna la mia guida per raggiungere le aziende agricole che mi ero preposto di visitare. Ho visitato il Castello di Grinzane residenza del Camillo Benso di Cavour e le sue immense distese di uva e noccioli fino alle mura di Cherasco. Ad aspettarci in questa azienda agricola abbiamo trovato Alberto e sua madre che aveva preparato per l’occasione dolcetti di ogni tipo con le loro nocciole cotte col miele, al cioccolato bianco e torte di una fragranza unica. Alberto accompagnandomi per la sua terra mi ha mostrato i noccioli piantati tanti anni fa dalla sua famiglia (pensate che producono i loro preziosi frutti da quasi 40 anni e che la nocciola del Piemonte è riconosciuta la nocciola più buona al mondo).

Le nocciole cresciute e lavorate a Cascina Azii sono ancor più caratteristiche in quanto tostate nel forno a legna… per far questo vengono utilizzati nella speciale stufa tutti gli scarti di potature delle piante in modo da essere più rispettosi dell’ambiente.

Appena ho assaggiato la sua pasta di nocciole IGP ho subito richiesto una tostatura ancor più particolare e non vi dico l’emozione quando arrivato nel mio laboratorio a Cesena ne ho fatto subito un sublime gelato di Nocciola IGP. Con il nuovo raccolto del 2017 appena terminato Alberto accenderà per noi la sua stufa e ci spedirà direttamente a Cesena le sue fantastiche nocciole… la crema di gelato alla Nocciola ve lo assicuro, sarà veramente unica.

Il giorno dopo passando da Barolo ho visto un completo cambio di panorama, intere vallate coperte da immensi filari di uva disposti a favore del sole. I colori dell’autunno esplodevano dalle foglie  cadute al suolo, creando un fantastico tappeto colorato, fra cani da caccia e da tartufo erranti, padroni della soleggiata e tranquilla Domenica mattina.

Dopo km di strada panoramica sono arrivato a Monforte in una delle cantine dalla storia più vera che abbia mai sentito. La storia di Luigi Arnulfo, farmacista dei tempi che furono che decise nel 1874 di divenire un pioniere del vino Barolo nel mondo con i suoi 11 ettari di vigneto parte proprio da Monforte. In questa vallata incredibile c’è ancora la sua dimora, nella quale è stato ricavato un vero e proprio museo del vino e la -oramai moderna- cantina in cui vengono prodotti Barbera, Barolo e Nebbiolo.

Il Nebbiolo è un vitigno adatto all’invecchiamento e alla produzione di vini di alta qualità. Il nome non è a caso in quanto essendo tardiva la propria maturazione, viene spesso vendemmiato nel periodo delle nebbie autunnali. Luigi Arnulfo iniziò a produrre subito vini eccellenti che trovarono largo consenso fino in  America come recitano le lettere esposte nel museo inviate dai clienti d’oltre oceano che attendevano con pazienza i  9 mesi di navigazione che servivano ai tempi per arrivare sull’altra costa.

La visita in queste stanze così colme di oggetti passando dalle bellissime barricaie in cui riposano per anni i vini, mi hanno regalato aneddoti davvero divertenti narrati da una delle attuali padrone di casa. Una due giorni alla scoperta di ingredienti nuovi non poteva che finire nella stanza più bella del museo degustando insieme al sommelier vini davvero autentici nati e maturati in un paesaggio vitivinicolo che si è guadagnato dall’UNESCO il titolo di patrimonio dell’UmanitàNaturalmente da questa storia non potevo far altro che portare a casa numerosi “souvenir gastronomici” e potrete degustare questo weekend i vini direttamente in Caffelatteria accompagnati da una battilarda di formaggi e confetture locali.

Una giornata a San Patrignano per scoprire i segreti dello Squacquerone.

Lo Sherbeth è finito da poco… è stata un’emozione e un momento di confronto con tanti gelatieri davvero importante, un insieme di momenti a cominciare da quando ci hanno chiamato per partecipare che è impossibile descrivere ma soprattutto riassumere in poche righe. Certe cose però anche una volta passate rimangono nel cuore, anche se da Agosto a fine Settembre il pre-Sherbeth, la realizzazione del video, la parte burocratica per organizzare dalla Romagna una spedizione di oltre 100kg di prodotto, ha contribuito a rendere il tutto ancora più frenetico. 

Quando ho pensato ai partner che avrei voluto in questa avventura e ho pensato allo Squacquerone, non potevo non rivolgermi alla Comunità di San Patrignano.

E’ stato il nostro primo approccio nonostante io conoscessi da tempo la loro struttura e il loro operato, e non potevo pensare a qualcosa di migliore non solo per l’eccellente prodotto, ma anche per la storia e tutto quello che Sanpa si porta con sè. 

Tutti i formaggi del caseificio di San Patrignano sono realizzati con metodi tradizionali, senza conservanti e con latte non a KMO, a METRO zero.  Le mucche infatti sono proprio lì, a pochi metri dal caseificio, crescono libere e felici vicinissime alla struttura… tante sono le varietà di formaggio che vengono proposte: freschi, stagionati e semistagionati. Ogni giorno i ragazzi alimentano le mucche con materie prime di qualità, tutte le mattine il latte viene munto, raccolto e trasportato al caseificio situato a poche centinaia di metri dalle stalle, dove diventa ricotta, Squacquerone, caciotta. 

I ragazzi sia donne che uomini si dividono i compiti, e ognuno ha il suo reparto: quelli addetti al caseificio apprendono da subito le tecniche di lavorazione artigianale e di stagionatura del formaggio, nel settore di formazione si imparano i diversi modi di lavorazione del latte vaccino, ovino e caprino. Sono inoltre coinvolti in un’ampia gamma di produzioni, sperimentando e apprendendo tecniche di lavorazione di formaggi freschi, come la grande famiglia dei pecorini, prodotti anche con la tecnica dell’affinamento in barrique a contatto con le vinacce, con fieno o foglie di castagno.

In occasione del nostro video che se vi siete persi potete vedere qui, abbiamo trascorso con loro una bellissima giornata, seguendo passo dopo passo tutte le fasi della produzione dello Squacquerone che poi è finito nel nostro gelato, e respirando quel profumo di caglio e umidità che solo chi è stato almeno una volta in un caseificio conosce bene.