Gingerbread: la vera storia dell’omino di pan di zenzero

C’erano una volta una vecchina e un vecchino che vivevano in una piccola casetta vicino alla strada. Non avevano figli, e un giorno la donnina decise di fare qualcosa di speciale, creare un bimbo di pan di zenzero. “Farò un omino di zenzero” disse. Così lo preparò e lo mise nel forno a cuocere. Dopo un po’ udì una vocina: “Fammi uscire, fammi uscire!” La vecchina andò ad aprire lo sportello del forno e l’omino saltò fuori. Scappò via per la cucina e corse fuori. Raggiunse la strada prima di loro… erano anziani e non potevano più correre. Gridavano però. “Vieni qui, vieni qui, per favore! Fermati, omino di zenzero” ansimavano. Ma l’omino scappava e rispondeva cantando: “Run, run, run as fast as you can. You’ll never catch me, I’m the gingerbread man.” Correte, correte più forte che potete, non mi prenderete, io sono l’omino di pan di zenzero. 

Comincia così, vagando per le foreste innevate la storia dell’omino di pan di zenzero… se siete curiosi di ascoltare la canzone, qui la trovate e potete ascoltarla.  Nel XX secolo la storia dell’omino di zenzero diventa una storia popolare che viene tramandata ai bambini di ogni paese anglosassone, assumendo diversi finali da paese a paese. In alcune versioni l’omino di zenzero verrà mangiato da una volpe furbetta, in altre quest’ultima prima di mangiarlo lo aiuterà a scappare dagli animali, dalla anziana donna e dal marito, portandolo sulla testa per attraversare un fiume.

E’ solo due secoli dopo che nelle isole slaveun personaggio tradizionale conosciuto come Kolobok, creato dall’impasto del pane come l’omino cerca di non essere mangiato da vari animali. 

C’è ad oggi anche un racconto ungherese intitolato “The Little Dumpling” simile e in contrasto con il nostro omino ma molto simile come storia. Il personaggio principale non è un biscotto di pan di zenzero ma una polpetta, che durante tutto il racconto mangia delle persone. In primo luogo consuma la famiglia che l’ha creata e poi, mentre cammina per la strada, si mangia tutti quelli che incontra su essa, tra cui un intero esercito che stava tornando a casa dalle proprie famiglie per Natale.

La casetta di pan di zenzero invece è successiva come arrivo, e fa parte della prima storia (quella a cui vogliamo credere), in cui l’omino di zenzero scappa per non venire mangiato dai due signori e cerca un riparo, da qui la costruzione anche della casetta, per offrire rifugio all’omino.

Per noi in Italia non è Natale senza panettoni e torroni, che stiamo preparando in quantità industriali alla Caffelatteria e alle Gelaterie… in ogni paese come abbiamo cercato di spiegarvi e raccontarvi in queste settimane ciascuno ha i propri dolcetti caratteristici, che affondano le radici in tanti luoghi e tradizioni diverse. Il gusto che vi proponiamo questo weekend è si chiama Gingerbread, ed è il nostro omino di pan di zenzero di cui vi abbiamo raccontato la storia questa sera prima di andare a nanna… Il profumo di zenzero invade ancora tutto il laboratorio e ci ha riempito il cuore…. vi aspettiamo questo weekend per assaggiare il Gelato!