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Il 1 Maggio nel Paese col carretto dei gelati e la “ Festa dei Trattori”

Ero un bambino quando venivo accompagnato ogni 1 di Maggio a quella che io chiamavo la “Festa dei Trattori”
Ai tempi erano diverse le categorie che si preparavano alla sfilata in Viale Carducci a Cesena, per poi dirigersi verso Piazza del Popolo.
Tra i tanti vi erano carpentieri e muratori, autobus e agricoltori con i più disparati mezzi.

La giornata del 1 maggio festeggiata in molti paesi del mondo per ricordare le lotte per i diritti dei lavoratori, è stata istituita in Italia nel 1890.
In tutti questi anni sono sicuramente cambiate un sacco di dinamiche, ma quello che è rimasto immutato è lo spirito di festa e aggregazione che si è creata tra i ragazzi più o meno cresciuti (negli ultimi anni anche diverse ragazze), che partendo dai propri rispettivi paeselli sfila in un corteo colorato di musica sirene e trombe.

Ci sono ragazzi che seguendo le orme del padre, coltivano la propria terra e ne vendono i frutti ed altri che lavorano mesi per mettere in strada il vecchio “Landini a testa calda” appartenuto al nonno pur facendo un altro mestiere, ma con l’intento di mantenere viva la tradizione di famiglia.

E sono proprio queste le tradizioni che vorrei mantenere vive, quelle della Romagna rurale che profuma di anni 50/60.
Le tradizioni e la vecchia vita di paese che ho riscoperto con l’apertura della Gelatteria de Paés a San Giorgio.

È quindi la storia di Brùs, del Boni, Fabion e tanti altri che riescono ad organizzare insieme cortei che partendo appunto da quelle campagne, compongono plotoni di quasi 50 trattori.
Personaggi e storie da bar di campagna, dove la sera ci si vede per un caffè tutti insieme come ai vecchi tempi.
In questi mesi non si è parlato d’altro, di quale pezzo mancante si fosse alla ricerca per rimettere in moto la “vecchia carcassa”, di vecchi episodi goliardici e di dove fosse finito Fabion.
Sparito dalla solita routine, passava le serate fino alle due di notte a rimettere in vita un vecchio Fendt verde, sepolto oramai dalle erbacce di anni di abbandono.

Era lui tra i primi 3 di quel corteo anticipato da clacson strombazzanti e avvolto in una coltre di fumo e polvere, da far quasi scomparire la luce del sole li intorno.
Così è iniziato il pomeriggio alla Gelatteria di San Giorgio, con tutta la gente alle finestre richiamata dai rumori metallici, dall’odore del gasolio bruciato da quei motori lucidi e perfetti per quanto datati.

Usanza dice che quando si faceva tempo di lavorare la terra si preparasse sempre qualcosa di buono per ripagare le fatiche del lavoro nei campi.
Noi li abbiamo aspettati a modo nostro, col carretto dei gelati e un gusto dedicato a questa giornata speciale.
“Il gelato del Trattorista” fatto con una Crema allo zabajone, come facevano le nostre nonne al mattino, e salsa al caffè, arricchito da mandorle pralinate, leccornia dei pomeriggi di festa alle sagre paesane.

Un bellissimo momento passato tutti insieme in strada con una cornice a dir poco pittoresca, prima che il carosello festante si dirigesse verso il centro città.
Quest’anno li abbiamo visti ripartire, ma il prossimo anno glielo chiediamo già, andremo con loro, portando con noi il nostro Gelato Romagnolo

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