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Cesenatico con il suo Capitano e il Gelato all’acqua di Mare

La sfida più difficile questa volta sarà proprio quella di raccontarvi le emozioni provate durante la bellissima esperienza che ho vissuto negli ultimi tre mesi, mentre mi preparavo a presentare a tutti il primo gelato preparato con l’acqua del mare di Cesenatico.

Fu proprio nel mese di ottobre scorso che, guardando il mare, ebbi l’ispirazione e mi chiesi se sarebbe stato possibile racchiuderlo all’interno di una ricetta gelato con tutti i suoi profumi.

Tutto partì una mattina di novembre in cui mi recai nell’ufficio di Matteo Gozzoli, sindaco di Cesenatico, quando alla mia frase “Vorrei fare un gelato con il vostro mare” lui mi rispose subito con grande disponibilità “Dimmi cosa posso fare per aiutarti”, cercando di nascondere un sorriso di stupore misto incredulità.

Da quel giorno sono state davvero tante le telefonate anche fuori regione alla ricerca di informazioni e permessi vari che spesso mi hanno portato a pensare di “abbandonare la nave”.

Alla fine sulla barca ci sono salito veramente e non una a caso, ma sul peschereccio guidato da capitan Maurizio Cialotti: uomo di mare vero, cresciuto 40 anni in barca, dove per intere giornate e per lunghi 10 mesi all’anno passa la vita con i suoi uomini alla ricerca del buonissimo pesce azzurro.
Giornate a contatto con la natura e i suoi ritmi, in cui le parole dette hanno il giusto valore e dove lo spirito di squadra ti permette di fare o meno un buon pescato.

Si conoscono tutti lì sul porto canale di Cesenatico, e mi hanno voluto conoscere bene pure a me prima di poter salire sulla prua della Sirio… perché il mare è una scuola di vita e ti porta a cercare in una stretta di mano la fiducia delle poche persone che sono a bordo con te in mezzo a quell’enorme tappeto di acqua.

Appena terminata la giornata di pesca, prima di ripartire per andare a prelevare al largo l’acqua da consegnare al Centro Ricerche Marine di Cesenatico per tutte le analisi e controlli del caso, Maurizio aveva già messo a borbottare in pentola il sugo per la pasta con qualche sardone, seppioline, canocchie e palamite che abbiamo mangiato poi al ritorno sul ponte della nave, condito da una sensazione di amicizia vera.Curiosando a bordo ho trovato anche una vecchia moca da caffè piena di acqua salata, a causa di un’onda, “Qui tutto sa di mare” ha detto Matteo il marinaio, quando gli ho chiesto che sapore avesse poi il caffè.

Ammetto che la cena era squisita, ed è stata accompagnata dal buonissimo vino Pagadébit, tenuto al fresco dentro una ghiacciaia in cui viene stivato il pesce raccolto
“La legge del marinaio”: dormi quando non hai sonno e mangi quando non hai fame, questa è la prima cosa che mi ha raccontato Maurizio in cabina, quando mi ha fatto anche guidare la barca per un breve tratto.


Dopo pochi minuti mi sembrava di conoscerlo da sempre, perché la semplicità e i buoni sentimenti abbattono i muri e tutto risulta essere più semplice e vero.

Ho sempre amato il mare, da ragazzino saltavo volentieri la scuola per imbarcarmi in piena notte e tornare quando le lezioni erano già finite, ma del resto certe cose te le senti dentro… il Mare mi ha salvato la vita.
Gli uomini che mi hanno insegnato questo mestiere, e il Mare stesso, mi hanno indicato la giusta direzione quando in giovane età non sapevo bene quale strada percorrere

continua a raccontare il capitano, mentre consulta le carte fino ad arrivare al punto in cui abbiamo prelevato l’acqua.

I tempi sono cambiati e con questi anche il modo di pescare, sono diverse le attenzioni che vengono utilizzate nel rispetto degli ecosistemi del mare che negli anni è migliorato di salute, come riferiscono anche i dati prelevati dalla struttura Daphne di Arpae, che ha reso l’Adriatico il mare più controllato al mondo.

Proprio per questo ho voluto realizzare A-mare con l’acqua dell’Adriatico,
per tenere vive tematiche importanti, quali il rispetto dell’ambiente.

Ben per questo il progetto è stato realizzato in collaborazione con Legambiente, con cui realizzeremo grandi progetti, dimostrando che sono i comportamenti sbagliati dell’uomo a scombinare una macchina perfetta come “Madre Natura”, cambiandone i ritmi e le sue funzioni.

Vincendo la scommessa che le piccole cose fatte in questi anni hanno ad esempio migliorato la salute del mare tanto da poterla certificare per crearne un gelato che ha fatto e tanto farà parlare ancora.

Far parlare, era veramente questo lo scopo, ma è solamente l’inizio di tutto ciò che ogni giorno tutti noi possiamo fare per rendere il nostro mondo più pulito.

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